Il vetro float
Viene così chiamato dal nome del più diffuso procedimento di fabbricazione industriale del vetro,
"Float" appunto, messo a punto da
Sir Alastair Pilkington" (Gran Bretagna) alla fine degli anni '50.
Il nome Float viene dal verbo Inglese
"to float" che significa "galleggiare" e deriva dal fatto che,
ad un certo punto del processo, il nastro di vetro in formazione si trova a galleggiare su uno strato
di
stagno fuso (liquido).
Più del 90% del vetro prodotto a livello mondiale è ottenuto con il metodo Float.
Tecnologia
Quando Sir Pilkington iniziò a sviluppare il suo procedimento, l’obiettivo era quello di ottenere, a costi
inferiori, il vetro della qualità necessaria alla produzione di finestrini per auto, specchi ed altri impieghi in cui
fosse necessaria l’assenza di aberrazioni visive.
Fino ad allora, essendoci contatto tra le lastre di vetro ed i rulli di trasporto, le superfici restavano segnate e dovevano
essere quindi successivamente molate e lucidate per renderle otticamente perfette nel prodotto finale.
Produzione
Ai materiali grezzi, opportunamente pesati e miscelati, costituiti da sabbia di silice (il vetrificante), soda (il
fondente), calce (lo stabilizzante), altri ossidi come allumina o magnesio per migliorare le qualità fisiche del
vetro ed eventuali ossidi metallici coloranti, viene aggiunto del rottame di vetro per abbassare la temperatura
di fusione.
Il miscuglio vetrificabile è dunque introdotto in un forno dove viene fuso ad una temperatura prossima ai
1550° C.
Il vetro allo stato pastoso è poi versato su di un bagno di stagno fuso a circa 1000° C ove,
presentando una densità maggiore, galleggia.
Alcuni dispositivi permettono l’accelerazione o il rallentamento dello spandersi del vetro per determinare lo spessore delle lastre,
standardizzato tra i 2 e i 22 mm.
Il prodotto è poi "lucidato a fuoco", cioè riscaldato ancora su entrambi i lati per ottenere così due superfici
perfettamente parallele, cioè immuni da aberrazioni.
All’uscita dal bagno di stagno, il nastro di vetro è praticamente ormai rigido e passa attraverso tunnel di
raffreddamento che ne abbassano la temperatura da circa 600° C alla temperatura ambiente, preparandolo
per le successive operazioni di taglio.
Linea di fabbricazione del vetri float
Da sinistra verso destra nella figura sopra:
Alimentazione con materie prime
Fornaci di fusione
Primo raffreddamento su stagno fuso
Forno di ricottura
Taglio delle lastre di colata
Carico delle lastre sui mezzi di trasporto
Le materie prime
I componenti principali usati per la fabbricazione del vetro Float sono:
Un vetrificante
(sabbia silicea 73%)
Uno stabilizzante
(carbonato di calcio 9%)
Un fondente
(solfato di sodio 13%)
Una volta dosati e miscelati, a questi componenti viene aggiunta una certa massa di
vetro riciclato, in
frammenti, per diminuire il consumo di gas delle fornaci di fusione.
La fusione
La miscela di materie prime, opportunamente dosate in un silo, passa su un nastro trasportatore e viene
immessa in una fornace di fusione a cinque camere dove viene portata alla temperatura di circa 1.500 gradi
Centigradi.
Il bagno di stagno
All'uscita dalla fornace di fusione, la massa di vetro fuso viene portata a galleggiare sulla superficie di un
bagno di stagno fuso, alla temperatura di circa 1.000 °C il vetro che a questa temperatura è molto viscoso e
lo stagno che invece è molto fluido non si mischiano e la superficie di contatto tra i due elementi risulta
perfettamente piana e lisciail vetro forma così un "nastro" di 3.210 mm di larghezza con uno spessore che
può variare da 3 a 19 mm.
La Ricottura
Il vetro lascia il bagno di stagno ad una temperatura di circa 600 °C ed entra, ormai allo stato solido, in una
camera di ricottura passando su una serie di rulli questa fase del processo di fabbricazione serve a
modificare le tensioni interne permettendo che il nastro di vetro, reso assolutamente piano, possa essere
tagliato in lastre senza problemi le due superfici del nastro di vetro sono perfettamente lisce e brillanti e non
necessitano di alcuna ulteriore finitura.
Taglio, stoccaggio, spedizione
Terminata la fase di raffreddamento, il nastro di vetro viene sottoposto ad una serie di controlli molto rigorosi;
quindi viene lavato ed asciugato a questo punto viene tagliato in "lastre di colata" aventi dimensioni di 3.210
x 6.000 mm sono queste le più grandi lastre di vetro Float reperibili in commercio.
Uno stabilimento di vetro float opera ininterrottamente per una "campagna" di 11-15 anni. Produce circa
6.000 km di vetro all'anno, con uno spessore variabile da 0,4 mm a 25.
Il vetro Float è prodotto in più versioni
Normale, con la sua caratteristica leggera colorazione verdastra.
Extrachiaro, praticamente incolore ed è più costoso.
Nelle versioni colorate standard: bronzo, grigio, verde, blu.
Descrizione
Si definisce vetro stratificato di sicurezza il vetro che in caso di rottura non rilascia frammenti di vetro pericolosi. L’intercalare utilizzato per i vetri stratificati serve a trattenere i frammenti di vetro, a limitare le dimensioni dell'apertura riducendo il rischio di ferite da taglio o penetrazione.
Quando si parla di vetro stratificato si intende sempre vetro stratificato di sicurezza. La definizione normativa di vetro stratificato indica un insieme composto da un foglio di vetro e da uno o più fogli di vetro e/o di plastica, uniti assieme con uno o più intercalari. Questa definizione non contempla prestazioni di sicurezza, ma nel normale uso comune per vetro stratificato è implicito il concetto di vetro stratificato di sicurezza.
I vetri che compongono lo stratificato devono essere conformi ad una o più delle seguenti
norme europee:
EN 572-1 per vetro rivestito.
EN 572-2 per vetro float.
EN 572-5 per vetro stampato.
EN 1096-1/2/3/4 per vetro rivestito con coating.
EN 1863 per vetro indurito termicamente.
EN 12150-1/2 per vetro di sicurezza temprato termicamente.
Il vetro stratificato può essere prodotto assemblando vetri, fogli di plastica ed intercalari in molteplici combinazioni.
1)
Vetro:
vetro float chiaro, vetro float colorato, vetro float extrachiaro; tutti questi vetri possono essere coalizzati con trattamenti di controllo termico o/e solare.
vetro stampato chiaro o colorato; il vetro di base può essere trasparente, traslucido o opaco, indurito termicamente o temprato, vetro trattato in superficie, per esempio sabbiato o lavorato all'acido.
2)
Plastico:
policarbonato.
acrilico.
Il plastico può essere chiaro, colorato o rivestito, trasparente o traslucido.
3)
Gli intercalari possono differire per:
composizione e tipo di materiale.
caratteristiche meccaniche.
caratteristiche ottiche.
Gli intercalari possono essere chiari o colorati, trasparenti, traslucidi, opachi oppure rivestiti.
classificazione vetri stratificati
I vetri stratificati possono soddisfare molteplici esigenze e si classificano in:
vetri antiferita.
vetri anticaduta.
vetri antieffrazione - antivandalismo - anticrimine.
vetri antiproiettile.
vetri antiesplosione.
vetri antiuragano.
funzioni vetri stratificati
I vetri stratificati sono in grado di assolvere, oltre alla sicurezza, anche le seguenti funzioni con i dovuti abbinamenti vetrati:
controllo della visione e della luce.
isolamento termico ed isolamento termico rinforzato.
protezione solare.
isolamento acustico.
decorazione.
protezione dai raggi ultravioletti.
I vetri stampati
(Fonte:wikipedia)
Prima dell'invenzione di Alastair Pilkington, il vetro a lastra era in parte realizzato per colata, estrusione o laminazione e le superfici non avevano le facce otticamente parallele, dando origine a caratteristiche aberrazioni visive. Il parallelismo poteva essere ottenuto con la lucidatura meccanica, ma con elevati costi.
Per questo motivo oggi questa tecnica viene usata solo per produrre vetri particolari o decorativi, quali:
Vetro stampato: su una superficie del vetro viene stampato un disegno in rilievo. Lo "stampato C" è quello più famoso, utilizzato su porte e frigoriferi e non è di conseguenza lucido trasparente.
Può essere anche ricavato da lastra atermica colorata nelle tonalità verde-marrone-grigio.
Vetro retinato: il vetro retinato viene prodotto incorporando una rete metallica al suo interno e viene impiegato per sicurezza nelle zone sottoluce di parapetto delle vetrate. Può essere anche di aspetto colorato. Per il vetro retinato non è applicabile il processo di tempra, a causa della presenza della rete metallica.
Vetro ornamentale.
I vetri acidati
(Fonte:wikipedia)
Il vetro acidato è un vetro con una superficie granulosa, ottenuto per mezzo di un trattamento chimico basato sull'impiego di acido fluoridrico (che presenta caratteristiche chimico-fisiche tali da intaccare il vetro).
Gli specchi
(Fonte:wikipedia)
Gli specchi consistono in una lastra di vetro su cui è deposto un sottile strato di argento o alluminio, fissato al vetro per elettrolisi. Lo strato metallico è deposto sul lato opposto a quello riflettente ed è ricoperto da una vernice a scopo protettivo. In questo modo il delicato rivestimento è protetto dal vetro stesso, ma si ha una seconda riflessione minore causata dalla superficie frontale del vetro. Questo tipo di specchi riflette circa l'80% della luce incidente.