Taglio del monolitico (un solo strato)
Le industrie di produzione forniscono il vetro piano sostanzialmente in due formati principali: grande lastra, pacchi con lastre di vetro da 6000 mm × 3210 mm e in casse contenenti in media massimo 25/30 lastre (in base allo spessore), da 2400 mm × 3210 mm.Solo il vetro da 2mm di spessore (vetro semplice) viene fornito in casse da 1000/1200 mm x 1800 mm.Taglio del vetro stratificato
Per i vetri stratificati il taglio viene eseguito sia sulla parte superiore della lastra, sia sulla parte sottostante alla parte superiore della stessa, visto che sono due vetri accoppiati, mentre il film polimerico che tiene accoppiate le due lastre (in PVB ) viene generalmente tagliato usando un cutter o imbevendolo di alcool etilico. Nei moderni macchinari, oltre al taglio simultaneo delle due lastre di vetro, c'è anche una resistenza a scomparsa, che scioglie il PVB permettendo l'apertura del taglio.Perchè molare il vetro
Il vetro appena tagliato si presenta con i bordi taglienti,ecco perchè per eliminarne la pericolosità è necessario molarlo. Per avere solamente la perdita del taglio basta levigare i bordi con della carta vetrata facendo attenzione a non graffiare la superficie del vetro ma, per avere anche un risultato che metta in risalto la bellezza del cristallo ,bisogna utilizzare delle macchine con mole diamantate e lucidanti. .Esistono vari tipi di molatura:
Perchè temperare il vetro
Il vetro,come sappiamo,è un materiale duro ma anche molto fragile.Per questo motivo non è possibile usarlo per strutture senza montanti o telai o sollecitarlo a sforzi,senza procedere prima alla tempera. Ci sono due tipi di procedimenti per temperare il vetro:la tempera termica e la tempera chimica.La tempera termica
Il vetro temperato termicamente viene prima lavorato (tagliato, molato o forato) proprio perchè,una volta temperato, non sarà più possibile lavorarlo. Una volta finita la lavorazione viene scaldato alla temperatuta di 600° in un forno ,poi viene raffreddato velocemente da getti di aria. Con questa operazione la superficie esterna del vetro si raffredda molto velocemente rispetto all'interno,queto sbalzo di temperatura fa si che anche la parte inerna si porti ad una temperatura più bassa rapidamente,fino a che ,ormai a temperatura ambiente, il vetro resta in tensione permanentemente eliminando così la fragilità, caratteristica appunto del vetro normale. Per questo motivo il vetro temperato non si può più tagliare o lavorare come uno normale.Ogni tentativo porterebbe alla rottura simile ad un piccolo scoppio del vetro stesso che rompendosi sprigiona verso l'esterno la tensione accumulata,formando dei cristalli piccoli e non taglienti,come succede ai vetri laterali delle automobili.La tempera chimica
La tempra chimica è un trattamento di superficie che avviene a temperatura al di sotto di quella di transizione vetrosa.I vetri da trattare, vengono immersi in un bagno di sali fusi di potassio a temperatura superiore ai 380°C, producendo per effetto dei gradienti dei rispettivi potenziali elettrochimici, uno scambio ionico tra gli ioni sodio di superficie presenti nel vetro, e gli ioni potassio contenuti nel sale. L’introduzione di ioni di potassio con dimensioni notevolmente superiori a quelle degli ioni di sodio, comporta come conseguenza, l’instaurarsi di un sistema di sollecitazioni residue caratterizzato da tensioni di compressione sulla superficie compensate da tensioni di trazione all’interno del vetro. Il vetro temperato chimicamente ha tensioni superficiali superiori e tensioni in profondità inferiori rispetto al vetro temperato termicamente. La tensione superficiale che si ottiene nel caso del vetro temperato chimicamente comporta quindi un notevole aumento della resistenza a flessione, uno dei requisiti principali di tale prodotto. Le proprietà di resistenza meccanica alla flessione di un vetro temperato chimicamente sono superiori di circa da cinque a dieci volte rispetto a quelle di un vetro temperato termicamente sottoposto a medesima forza. Questo particolare processo produttivo aumenta anche la resistenza agli urti: un vetro temperato termicamente ha una resistenza all'urto con sfera d'acciaio, superiore di circa due volte quella di un vetro normale, mentre la resistenza all'urto di un vetro temprato chimicamente arriva a superare di ben cinque volte quella di un vetro normale. Si possono temperare chimicamente tutti i vetri normali di tipo sodo calcico, quindi anche i vetri colorati in pasta, grigia, bronzo, verde. Il colore verde subirà uno scambio ionico inferiore agli altri. Non sono normalmente temperabili vetri con coating e vetri con composizione chimica diversa dai tipi di vetro tradizionali. I parametri di processo di tempera chimica possono variare a seconda del tipo di vetro e delle specifiche di tempera richieste.Composizione
Si ottiene assemblando in modo alternato almeno due lastre di vetro con uno strato di PVB, un materiale plastico che può avere varie caratteristiche: lo spessore (solitamente 0.38mm ma anche 0.76 e 1.52mm ), il colore e anche proprietà di isolamento acustico,scaldando il tutto a 70 °C e pressando con rulli per espellere l'aria ed unire i materiali.L'operazione viene conclusa inserendo il vetro in un'autoclave a temperatura e pressione costante, dove si completa il processo di espulsione dell'aria. E' proprio il PVB a tenere compatto il vetro in caso di rottura dandogli la caratteristica di vetro di sicurezza. Gli spessori più usati sono: il 33.1 (due vetri da 3mm con PVB da 0.38),44.1 (due vetri da 4mm con PVB da 0.38),55.1 (due vetri da 5mm con PVB da 0.38) con abbinamenti anche di vetri colorati. Vengono forniti in casse da 3210mm X 2400mm oppure in pacchi di grandi lastre da 6000mm X 3210mm. A richiesta si possono assemblare tipi ,spessori o colori di vetri diversi,in base a esigenze particolari.Perchè installare i vetrocamera sugli infissi
Il vetrocamera è costituito da due vetri isolati tra loro da un'intercapedine riempita con aria secca (ottimo coibente). Gli spessori usualmente utilizzati sono di 6-9-12-15-17-19 millimetri. Fino ai 19 mm di spessore, maggiore é l'intercapedine d'aria, mantenendo immutati tutti gli altri elementi della vetrata isolante, minore risulta la trasmittenza termica. L'ulteriore aumento dell'intercapedine innesca, nell'aria contenuta all'interno, dei moti convettivi che annullano i miglioramenti ottenuti. E' possibile diminuire ulteriormente la trasmittenza sostituendo l'aria, presente nell'intercapedine, con gas nobili (Argon, Kripton). L'Esafluoruro di Zolfo (SF6), altro gas spesso utilizzato nelle vetrate isolanti, migliora le prestazioni acustiche.Il distanziatore
Il distanziatore o profilo intercalare mantiene una distanza uniforme tra le lastre di vetro, contiene al proprio interno il disidratante e costituisce il supporto per il mastice butilico. Normalmente il distanziatore, di materiale non permeabile al vapore acqueo, è cavo e di colore grigio chiaro, tuttavia per assolvere specifiche esigenze estetiche, può avere differenti colorazioni. I profili utilizzati nelle vetrate isolanti sono conformi alle specifiche tecniche previste dalla certificazione UNI per le vetrate isolanti e, in vetreria, durante le fasi di lavorazione, vengono sottoposti ad accurati controlli per verificare la rispondenza ai requisiti previsti.Il disidratante
Il disidratante ha due funzioni; la prima è quella di adsorbire selettivamente l'umidità ambientale contenuta nell'intercapedine al momento della sigillatura finale della vetrata isolante, la seconda di eliminare quella minima quantità di umidità che, nel tempo, tende ad infiltrarsi, attraverso il sigillante, all'interno della vetrata. Questo accade perché il vetrocamera è un sistema chiuso, che contiene aria secca, dove il sigillante, sotto l'azione degli agenti atmosferici, non è in grado di assicurare l'assoluta ermeticità all'aria naturale esterna umida. Il disidratante è l'unico elemento della vetrata isolante che, essendo contenuto all'interno del distanziatore, risulta invisibile e quindi non controllabile, sebbene la vita della vetrata dipenda in modo sostanziale da esso (sarà tanto più lunga quanto maggiore è la sua quantità e migliore la sua qualità). Quando il disidratante si esaurisce e, quindi, non è più in grado di eliminare l'ulteriore umidità che entra all'interno dell'intercapedine, compare sui vetri la condensa. Alcuni disidratanti possono provocare l'adsorbimento e il desorbimento dell'azoto (unitamente all'ossigeno è uno dei principali componenti dell'aria che respiriamo) generando la variazione della pressione interna della vetrata isolante con conseguenti distorsioni, evidenti e talvolta vistose sulla stessa e sul sigillante. Al fine di evitare questi possibili fenomeni il disidratante utilizzato nelle vetrate isolanti, è del tipo a setaccio molecolare da 3 Angstrom. Per intercapedini fino a 9 mm di spessore, viene realizzato riempiendo almeno tre lati del perimetro, mentre nelle intercapedini di spessore superiore viene normalmente riempito almeno il semiperimetro. La qualità e l'efficacia del setaccio molecolare utilizzato viene giornalmente testata, con un'apposita apparecchiatura presente in vetreria e confrontata con i dati forniti dal laboratorio di controllo del produttore.Il sigillante primario
Le vetrate isolanti a doppia barriera vengono costruite con un primo sigillante butilico "detto primario" che svolge l'importantissima funzione di principale barriera alla penetrazione del vapore acqueo all'interno dell'intercapedine ed inoltre, assicura l'adesione delle lastre al distanziatore sia durante la fabbricazione del pannello sia durante tutto il tempo necessario al sigillante secondario per sviluppare le proprie caratteristiche. Il butile utilizzato nelle vetrate isolanti viene costantemente controllato; sia per quanto riguarda il peso a metro lineare, che deve essere superiore a 3 grammi complessivi e sia per quanto concerne lo spessore dopo la pressatura che deve risultare pari o superiore a 3 mm. Il cordolo di butile viene applicato senza alcun punto di interruzione, su tutto il profilo intercalare. Qualora il profilo sia del tipo con giunti angolari viene assicurata anche la chiusura con butile dell'interstizio del canalino in prossimità dell'angolare stesso.Il sigillante secondario
Le funzioni del sigillante secondario (polisolfuro, poliuretano, silicone) sono principalmente due:Vetrate rilegate
Le vetrate rilegate o Tiffany sono il risultato di una tecnica molto antica ma che viene utilizzata ancora oggi per creare vetrate artistiche che legano benissimo con gli ambienti attuali.La sabbiatura
La sabbiatura del vetro è anch'essa una tecnica usata da molti anni.Consiste nello spruzzare della polvere di vetro con una pressione tale da scalfire la superficie della lastra ,in questo modo la parte sabbiata diventa più opaca rispetto alla restante,di solito coperta con una pellicola.Altre tecniche di decorazione
Oltre alle sopra elencate tecniche se ne possono utilizzare altre.